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Forza mamma!

Aggiornamento: 1 dic 2022

Qualche giorno fa, mentre entravo in farmacia, ho osservato una mamma con una bimba piccola in braccio, in fila credo per un tampone covid….se ne stava seduta su uno dei tre gradini antistanti all’entrata, con la bimba su una gamba e il PC appoggiato a terra mentre, in bilico tra l’essere mamma e l’essere lavoratrice, cercava di essere entrambe in modo dignitoso….ma la bimba si dimenava e il pc barcollava tra un gradino e l’altro e l’equilibrio faticava.

Non l’hanno certo aiutata alcune occhiate di disapprovazione che ho notato attorno a noi e forse anche per questo io dentro di me tifavo per lei e pensavo “coraggio, non mollare, stai facendo molto più di quello che dovresti” e con un sorriso ho cercato di mandarle un po' della mia solidarietà.

Guardando lei ho rivisto me qualche anno fa quando mi dipanavo tra pannolini sporchi, progetti da chiudere, riunioni da fare, marito fuori sede e sensi di colpa su più fronti.

Ora sono più lucida nel vivere anche i miei spazi, nel cercare di infilare qualche passione tra i mille doveri familiari e lavorativi ma arrivare a queste gentili concessioni a me stessa è stato un percorso lungo, sofferto e metabolizzato pian piano che mi ha visto fare prima passi avanti e poi passi indietro in un oscillare costante tra ciò che sentivo di essere e ciò che pensavo di essere.

Adesso so ascoltarmi meglio e ho consapevolizzato molte cose e questa consapevolezza è la mia bussola interiore che quando mi dimentico mi ricorda che esisto pure io, con le mie stanchezze e le mie esigenze. Quando mi capita di essere al limite, ora lo dichiaro, mi fermo e lo accetto. La cosa fantastica che ho scoperto facendolo è che nessuno giudica né pretende da me l’impossibile, ero io a non accettare i miei limiti, non gli altri.

Ho riflettuto tanto su come sono arrivata a questa consapevolezza e nel mio caso tre sono stati in passato i fattori chiave: la profonda voglia di capire me stessa, la mia innata natura introspettiva e la voglia di mettermi in gioco per evolvere, tutti ingredienti fondamentali per investire in un percorso di coaching, che in effetti poi ho fatto.

Il coach che mi ha accompagnata non mi ha consigliata, giudicata o indirizzata ma mi ha aiutata a focalizzarmi sulla mia essenza, sui miei obiettivi e sul modo di perseguirli a piccoli passi.

L’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle credo sia un importante bagaglio che mi ha aiutata come persona e che sicuro mi arricchisce come coach ora nell’accompagnare altre mamme lavoratrici che magari devono rientrare dalla maternità o manager che si districano tra la gestione del team e la gestione dei figli.

Qualsiasi ruolo ricopriate in azienda non abbiate paura mamme, non siete sole nei vostri casini e nelle vostre indecisioni e siete molto più in gamba di quanto vi riconosciate! Questo probabilmente pensano quelli attorno a voi e, se vi sentite giudicate, chiedetevi in tutta onestà se forse non siete voi la fonte di questo giudizio. Se la risposta è si, mettetevi in testa che quando diventate mamme lo sarete per sempre, indipendentemente dalla scelta familiare o lavorativa che farete. Voi amerete sempre i vostri figli e loro ameranno sempre voi e con questa consapevolezza scacciate gli inutili sensi di colpa.

In quanto donna ho riportato la mia esperienza di mamma ma lo stesso vale per tutti quei super papà che ci sono in giro che, personalmente, penso siano tantissimi.


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